Massimo Mariano
Pittore, Scultore, Poeta

hanno scritto di lui i seguenti critici e intellettuali:

Raramente di un artista contemporaneo appare così evidente l’anima dentro la forma. Dopo la lunga immersione in quello studio, su una pittura d’istinto, senza Accademia e senza Scuola, emergendone dopo perlustrazioni, confronti, accertamenti, la convinzione del talento di Mariano si fa più motivata e, in taluni dipinti, indiscutibile, decisiva.

Vittorio Sgarbi

 

Vittorio Sgarbi ha scritto che la pittura di Massimo Mariano fa pensare a Rousseau e a Ligabue, “ai pittori che dipingono d’istinto, senza Accademia e senza Scuola”. E’ vero, ma allora il paragone può essere spinto più oltre, può arrivare a Van Gogh.

Giordano Bruno Guerri
Presidente della Fondazione Vittoriale degli Italiani, casa di Gabriele d’Annunzio

 

Alle prese con i paesaggi Mariano sceglie il materismo del colore distribuito con pennellate corpose e dense dove elude la presenza umana. Ritorna il sentore germanico: cromie accese, tensione del gusto pittorico, influenza del primitivismo. Nei suoi dipinti si rivela tutta l’esuberanza espressiva di un anima inquieta, infine risolta grazie ai colori. La sua carriera d’artista coincide con una svolta esistenziale tale da fargli erigere la pittura a ragione di vita.

Luca Beatrice
Critico d’Arte e curatore del Padiglione Italia alla Biennale di Venezia nel 2009

 

Poeta dei sentimenti estemporanei e popolari, Massimo Mariano si esprime alla prima e riesce quasi sempre a tradurre con efficacia l’intensità della sua ispirazione.

Duccio Trombadori
Docente di Estetica presso La Sapienza di Roma

 

In Massimo Mariano trovo una spiccata analogia con Ligabue forse perché hanno avuto in comune condizioni simili di vita: l’isolamento, il non sentirsi accettati, la ricerca di gratificazioni: entrambi lo fanno attraverso la pittura e la scultura. Non sono pittori accademici, obbediscono esclusivamente alla loro istintività. Anatole Jakovsky parlava dell’arte di Ligabue come di “uno stato di grazia che non si può nè apprendere né imitare”: lo stesso che rivedo nella pittura di Mariano.

Augusto Agosta Tota
Presidente del Centro Studi e Archivio Antonio Ligabue

 

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